IPIP-NEO

Nevroticismo · Sfaccettatura N3

Umore depressoN3

L’umore depresso nel Big Five descrive il livello a cui il tono emotivo torna quando non succede niente di particolare, e non descrive una malattia. La scala conta quanto spesso arrivano scoraggiamento, senso di vuoto e rimprovero verso di sé, e quanto restano dopo che il motivo è sparito.

  • Terza sfaccettatura del nevroticismo
  • Misurata da 10 affermazioni
  • 135.947 profili nelle norme
  • Test gratuito, senza account

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Che cosa registra questa scala

La sfaccettatura legge con quanta facilità il tono emotivo scende e quanto resta in basso. Le affermazioni parlano dello scoraggiamento dopo una cosa andata male, della sensazione che ci sia poco di cui rallegrarsi e dell’abitudine a trasformare un risultato scarso in un verdetto su di sé. Contano la frequenza e la durata, non la gravità.

La scala sta dentro il nevroticismo, il dominio del sentire negativo, e in quella famiglia è quella che guarda indietro. L’ansia si accende prima che una cosa succeda; questa arriva dopo e discute su che cosa quella cosa abbia dimostrato. Le due correlano 0,67, vicine abbastanza da farsi confondere e lontane abbastanza da separarsi.

Un punteggio descrive una disposizione, non una stagione della vita. Un lutto, una malattia, un anno pesante spostano chiunque verso il basso, e la lettura di un mese difficile non è quella che verrebbe fuori sei mesi dopo. Il tratto è quello che resta quando non è andato storto niente di preciso.

Nella letteratura la scala conserva il nome di depressione, e lo stesso terreno compare come avvilimento o come basso affetto positivo. Gli item vengono dal pool di pubblico dominio pubblicato da Johnson, parte di un inventario di personalità e non di uno strumento clinico.

Tre confini che qui si cancellano

Il primo confine conta più di tutto il resto, perché il nome di questa scala somiglia troppo al nome di una malattia.

La depressione clinica

Un punteggio su questa scala è una misura di personalità, e nessun punto su di essa significa malattia. Una diagnosi si appoggia a quanto e per quanto tempo la vita quotidiana si inceppa, e la formula un professionista parlando con la persona. Chi sta in cima ne ha avuta una più spesso della media, ma la maggioranza mai. Questa pagina non fa screening.

Allegria (E6)

Non è il rovescio di questa scala, per quanto il nome lo lasci credere: il legame c’è ma è parziale, meno 0,49. L’allegria appartiene all’estroversione e misura quanta gioia una persona produce di suo. Un temperamento tranquillo, che al divertimento tende poco, può avere un pavimento emotivo che non cede mai.

Autoefficacia (C1)

Anche qui il segno è negativo, e su tutte le 435 coppie di sfaccettature dei nostri dati questa è la terza più negativa: meno 0,59. L’autoefficacia è la convinzione di essere all’altezza e che di solito quello che provi riesca. Quando sta in basso, un intoppo trova già pronta una spiegazione sulle proprie capacità.

I due estremi, detti onestamente

Un estremo sente il calo e lo paga in tempo di risalita, l’altro quasi non lo sente e si perde una parte di quello a cui il calo serve.

Umore depresso alto: il pavimento sta più in basso

Le batoste atterrano più pesanti e restano più a lungo. La delusione la registri presto e senza addolcirla, e chi sta passando un brutto periodo trova spesso in te la persona a cui è più facile dirlo. Il conto arriva sulla risalita: una notizia che un altro si toglie di dosso entro sera può tenerti per giorni.

  • Una notizia storta tinge tutto il resto della giornata
  • Dopo un errore il verdetto finisce su di te, non sull’errore
  • Le mattine normali chiedono una rincorsa prima di partire
  • Riconosci il vuoto negli altri, perché lo stato ti è familiare

La tristezza e l’autocritica ti fanno visita più spesso che alla maggior parte delle persone. Quando qualcosa non riesce, il commento interno alza la voce, e risollevare l’umore richiede uno sforzo vero.

Umore depresso basso: il tono risale da solo

La delusione si registra e poi defluisce. Puoi perdere una discussione o un contratto e dormire lo stesso, perché il fatto resta un fatto e non diventa una frase su di te. Il punto cieco riguarda gli altri: chi non riesce a scrollarsi di dosso una cosa sembra qualcuno che ha deciso di non farlo.

  • La giornata brutta finisce insieme alla giornata
  • Un fallimento si legge come informazione, non come sentenza
  • Ricominciare da capo ti costa pochissimo
  • Il tuo incoraggiamento a volte suona come fretta

Gli umori cupi ti trattengono di rado a lungo. Dopo un colpo cerchi la mossa successiva invece di rigiocare la perdita.

Quattro persone su dieci finiscono nella fascia centrale, ed è la posizione di lavoro. Il tono cala quando qualcosa gli ha dato un motivo, resta giù per un po’ e poi molla la presa: abbastanza per accorgersi della perdita, abbastanza poco per riprovare.

Basso, medio e alto seguono la convenzione dei percentili 30/40/30 di Johnson, non una soglia clinica. Un punteggio alto descrive il temperamento: non è una diagnosi, questa pagina non è uno screening, e un umore basso che non si solleva è una cosa da portare a un medico.

Come si distribuiscono i punteggi

Dieci risposte sommate danno il punteggio grezzo, che va da 10 a 50. La curva nasce da 135.947 profili completi della versione lunga, ed è la più larga delle trenta: su nessun’altra scala le persone si distanziano così tanto.

I percentili chiave come tabella
PercentilePunteggio grezzo
1015
2520
5026
7534
9041

Metà degli uomini sta tra 18 e 32 punti e metà delle donne tra 19 e 34, con mediane di 24 e 26. Sotto la media di 26,7 c’è solo la vulnerabilità, e la fascia alta comincia prima di quanto ci si aspetti: 30 punti grezzi stanno già sopra il centro del gruppo. Il percentile ti confronta con chi ha il tuo sesso e la tua età e ha svolto questo test.

In che cosa differiscono i gruppi

Le medie di gruppo si muovono su ogni scala. Qui si muovono poco per sesso e parecchio per età, al contrario di quanto si immagina.

Le donne fanno in media 27,3 punti e gli uomini 25,9. Quel divario di 1,4 punti è il più piccolo fra le sei sfaccettature del nevroticismo, ben lontano dai 4,3 dell’ansia. Il grosso lo fa l’età: gli uomini passano da 26,5 sotto i 21 anni a 22,7 dopo i 60, le donne da 27,7 a 23,1, e più ripida scende solo la ricerca di emozioni forti. Nella cella più anziana ci sono 248 uomini e 255 donne: quell’estremo è un indizio.

L’umore depresso tra le sei sfaccettature del nevroticismo

Il nevroticismo è la somma di sei scale separate, e questa ne porta più della media: con il proprio dominio correla 0,85, quarto legame più forte fra le trenta. Con ansia e vulnerabilità sta intorno a 0,67, con imbarazzo sociale a 0,59, e in direzione opposta con autoefficacia e allegria.

AnsiaRabbiaUmore depressoImbarazzo socialeImmoderatezzaVulnerabilità

Come si vede nella vita

Al lavoro

Al lavoro il tratto si vede nel verdetto più che nel risultato. Un punteggio alto può consegnare quello che ha consegnato un collega e archiviarlo come mezzo fallimento, così il riscontro arriva due volte: una come informazione e una come conferma. Nelle giornate pesanti la spesa sta nell’avvio: il lavoro si fa comunque, ma la prima ora costa più del dovuto.

Con le persone

Chi ti sta vicino sente questa scala come tempo. I punteggi alti tornano più lentamente dopo un litigio e leggono una risposta corta come segno di qualcosa di più grande. La stessa sensibilità li rende buona compagnia per chi sta in un mese storto. I punteggi bassi si riprendono in fretta e si aspettano in silenzio la stessa velocità dall’altra parte, comodo fino al giorno in cui non lo è.

Nella tua crescita

Nella crescita personale il polo alto non si muove tirandosi su di morale, perché il livello di riposo a quello risponde poco. Si muove nella distanza tra un esito brutto e la conclusione che se ne tira, e quella distanza è un’abitudine e non un temperamento. Al polo basso il guadagno sta nella traduzione: un tono che per te passa entro pranzo, per la persona di fronte non passa affatto.

Il livello si sposta?

Sui tratti dei Big Five la ricerca condotta sui gemelli arriva a circa metà della variazione fra le persone, e il resto lo spiegano soprattutto vicende personali che neppure due fratelli attraversano allo stesso modo. Nulla è scritto alla nascita, e insieme nulla si muove in fretta: dopo dieci anni la graduatoria fra le persone somiglia ancora a quella di partenza.

La pendenza per età di questa scala è fra le più ripide dell’inventario: le medie perdono circa quattro punti fra il gruppo più giovane e quello più anziano, e scende più in fretta solo la ricerca di emozioni forti. Le nostre norme confrontano fasce d’età misurate nello stesso momento, non una persona seguita negli anni.

Due cose vanno tenute separate. Il punto in cui il tono si posa quando la vita non fa niente di speciale è una proprietà lenta del temperamento, ed è quella che la scala riporta. Un periodo di umore basso che non si solleva è un’altra cosa, con cause proprie e aiuti propri, e un punteggio di personalità non lo trova né lo esclude.

Un numero è un livello, non un disegno. Lo stesso pavimento basso si legge in un modo accanto a un’estroversione calda e in un altro accanto a una spenta, e quel secondo strato è il terreno dell’analisi a pagamento.

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Come è costruita la scala

La versione da 300 item misura l’umore depresso con 10 affermazioni, quella da 120 con 4. Ogni risposta vale da 1 a 5, gli item invertiti si girano prima della somma, e il totale diventa un punteggio grezzo che la tabella delle norme per sesso e fascia d’età trasforma in percentile. L’alfa qui esce 0,916 sulla versione lunga, il valore più alto delle trenta sfaccettature.

IPIP-NEO-300Affermazioni: 10Affidabilità, alfa 0.92Campione: 135.947
IPIP-NEO-120Affermazioni: 4Affidabilità, alfa 0.85Campione: 385.801

L’alfa mostra quanto le affermazioni di una stessa scala vanno d’accordo tra loro. Nella ricerca da 0,70 in su si considera solido. Abbiamo calcolato questi numeri sui dati aperti di Johnson, quindi si possono confrontare con quelli pubblicati.

Le affermazioni non sono stampate in questa pagina. Leggere gli item prima di rispondere cambia le risposte, quindi compaiono soltanto dopo l’avvio del test.

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Prima la stima, poi la misura

Metti il cursore a sensazione, senza fare conti. Dopo il test vedrai quanto quella stima si avvicinava alle norme per la tua età e il tuo sesso.

50
Si risale in frettaI colpi restano
La tua stima
50 su 100Medio

0 significa più basso di quasi tutti quelli che hanno fatto il test, 100 significa più alto di quasi tutti.

Questa è una stima, non una misura. Il test confronta le tue risposte con le norme di persone reali.

Domande che ci arrivano spesso

Un punteggio alto vuol dire che sono depresso?

No. La scala misura un tratto di personalità e non ha nessuna soglia diagnostica, quindi nessun punteggio significa malattia e nessuno la esclude. Chi ottiene punteggi alti si descrive più spesso come scoraggiato, e la maggior parte non cerca mai un trattamento. Se l’umore basso dura da settimane e ostacola il sonno o il lavoro, quello è materia da clinico.

Che differenza c’è fra questa sfaccettatura e il nevroticismo?

Il nevroticismo è il dominio, questa è una delle sue sei scale. Correlano 0,85, il quarto legame più forte fra una sfaccettatura e il proprio dominio, quindi si muovono quasi insieme senza essere la stessa cosa. Si può stare in alto qui e finire lo stesso nella fascia centrale del dominio, se le altre cinque stanno più in basso.

Perché la media è così bassa?

Perché la maggior parte delle persone, quasi sempre, non è giù. La media del campione è 26,7 su una scala da 10 a 50, e più in basso sta solo la vulnerabilità. Questo cambia la lettura: 30 punti grezzi non sono un risultato ordinario, stanno già sopra il centro del gruppo, e chi si vede quel numero rischia di scambiarlo per un punteggio basso.

Un punteggio basso è sempre il risultato migliore?

È più leggero da portare, che non è la stessa cosa. In basso le batoste restano piccole e la risalita è rapida, e il prezzo è un punto cieco verso chi ci mette molto di più. In alto la corsa è più dura e in cambio arriva una lettura sincera di quando qualcosa è andato storto. Tutte e due le posizioni compaiono in vite che funzionano.

Dieci affermazioni bastano per misurare questa cosa?

Su questa scala sì. Abbiamo calcolato un alfa di 0,916 per la versione da 10 affermazioni, il valore più alto delle trenta sfaccettature, e 0,851 per quella corta da 4, entrambi sui dati aperti di Johnson. Gli item tirano in una direzione sola invece di misurare più cose insieme.

Vedi il tuo punto su questa scala

Indovinare la propria posizione sulla più larga delle trenta scale è difficile. Le due versioni restituiscono il percentile del tuo sesso e della tua fascia d’età, e nessuna costa niente.

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