IPIP-NEO

Estroversione · Sfaccettatura E3

AssertivitàE3

L’assertività è la parte dell’estroversione che decide chi prende il timone. Non è il volume della voce e non è aggressività: è la disponibilità a esporre una posizione, a parlare per primo, a dare una rotta a un gruppo che non ce l’ha. Chi segna alto finisce davanti senza che glielo chiedano, chi segna basso lascia la rotta a un altro.

  • Terza sfaccettatura dell’estroversione
  • Misurata da 10 affermazioni
  • Stessa media per uomini e donne
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Che cosa misura questa scala

L’assertività nei Big Five misura la forza sociale: quanto facilmente prendi in mano una situazione, dici quello che pensi e porti la tua opinione davanti agli altri. Le affermazioni parlano di guidare, di esporsi, di farsi avanti. Se quella posizione fosse giusta la scala non lo valuta.

La sfaccettatura vive dentro l’estroversione e ne segna una metà precisa. Il dominio si divide spesso in due: da una parte il calore e la compagnia, dall’altra lo slancio e la voglia di contare. Cordialità e Socievolezza stanno sul primo versante, l’assertività è il segnale più chiaro del secondo.

Un punteggio descrive una disposizione, non un ruolo scritto sul biglietto da visita. C’è chi occupa posti in cui guidare è obbligatorio, se la cava benissimo e sulla propria scala resta nella fascia media. Qui si misura la spinta a farsi avanti quando niente ti obbliga in nessuno dei due sensi.

Nella ricerca la scala conserva questo nome, e i lavori che dividono l’estroversione in due aspetti battono quasi lo stesso terreno parlando di agency. I nostri item sono quelli di pubblico dominio dell’IPIP pubblicati da Johnson.

Tre cose che assertività non vuol dire

Nel parlato di tutti i giorni la parola copre tre idee vicine, e ognuna cambia il senso del punteggio.

L’aggressività

L’assertività mette una posizione al centro della stanza, l’aggressività passa sopra a chi ne sostiene un’altra. Di ostilità la scala non chiede niente, e i dati sono d’accordo: con la Rabbia (N2) il legame vale meno 0,03, cioè nessuno. Con la Cooperazione (A4) c’è una tensione leggera, meno 0,30: chi segna alto cede terreno meno volentieri, che non è attaccare.

I corsi di assertività

I corsi che portano questo nome insegnano comportamenti: dire di no, aprire la frase con quello che vuoi. Sono abilità, e si imparano da qualunque punto della scala. C’è chi tiene un corso sul prendere parola e resta nella fascia bassa.

Autoefficacia (C1)

Credere di farcela ed essere pronto a prendere la parola sono cose collegate ma distinte. Nei nostri dati vanno insieme a 0,51, e nello spazio che resta stanno i casi interessanti: chi sa come si dovrebbe fare e non lo dice mai, e chi si fa avanti per primo senza certezza di reggere.

Alto e basso, due assetti che funzionano

Nessuno dei due estremi è la personalità migliore. Ognuno compra qualcosa e per quel qualcosa presenta un conto.

Assertività alta: il timone è tuo per abitudine

Quando in una stanza manca una guida, quella guida la diventi tu in un minuto e di solito senza deciderlo. Le posizioni ti escono già formate, comprese quelle scomode, e ti arrivano le decisioni che nessuno vuole intestarsi. Il conto è l’aria nella stanza: chi taceva e aveva la risposta migliore a volte non la dice.

  • In una riunione senza guida parli già nel primo minuto
  • Dici la cosa scomoda mentre gli altri la stanno ancora pesando
  • Ti arrivano decisioni che sulla carta non erano tue
  • Un silenzio nel gruppo lo leggi come spazio, non come riposo

Prendere in mano la situazione ti viene naturale. In una stanza senza guida diventi tu il punto di riferimento, e la tua voce tende a dare la direzione alla discussione.

Assertività bassa: influenza senza microfono

La direzione preferisci riceverla che darla, e quando parli la stanza ascolta, perché non ne hai consumato l’attenzione su tutto. Le persone ti contraddicono apertamente, quindi senti quello che pensano davvero. Il costo sta nei tempi: il punto che mettevi a fuoco arriva a decisione già chiusa.

  • Esci dalla riunione con il punto che non hai detto
  • L’argomento è più facile da scrivere che da pronunciare
  • Guidi quando tocca chiaramente a te, non un passo prima
  • Chi non è d’accordo te lo dice in faccia senza fatica

Preferisci influire in silenzio piuttosto che tenere il microfono. Quando parli, di solito è perché hai qualcosa da dire, e questo si nota.

Circa quattro persone su dieci stanno nella fascia centrale, dove guidare è una risposta alle circostanze e non un’abitudine. Se nessuno decide, decidi tu; se un altro se la cava bene, lo lasci fare.

Basso, medio e alto seguono la convenzione dei percentili 30/40/30 usata da Johnson. La scala dice con quanta facilità ti fai avanti, non quanto sei competente, quanto hai ragione o quanto vali.

Dove si colloca la gente su questa scala

Il punteggio grezzo è la somma di 10 risposte, quindi corre da 10 a 50. La curva qui sotto arriva da 135.947 questionari completi della versione lunga.

I percentili chiave come tabella
PercentilePunteggio grezzo
1024
2530
5035
7540
9044

La media generale è 34,09, la mediana sta a 35 e metà dei profili cade tra 30 e 40 punti. Il percentile ti confronta con chi ha il tuo sesso e la tua età e ha svolto questo test, non con la popolazione intera: qui ci sono solo persone sedute da sole davanti a un questionario online.

Sesso ed età

È la sfaccettatura dove le medie di gruppo hanno meno da dire, e proprio questo è il dato che vale la pena leggere.

Fra tutte e trenta le sfaccettature questa divide i sessi meno di ogni altra: le donne fanno in media 34,11 punti e gli uomini 34,06, uno scarto di 0,05 su un’ampiezza di 40. Sull’ansia lo stesso campione li separa di 4,3 punti. A muovere la scala è semmai l’età, in salita dolce: gli uomini vanno da 33,5 sotto i 21 anni a 35,1 dopo i 60, le donne da 34,1 a 34,5. La cella più anziana conta circa 250 persone per sesso.

L’assertività accanto alle altre cinque sfaccettature

L’estroversione è sei tratti che rendono conto con un numero solo. Dentro il dominio l’assertività si accompagna a Cordialità (0,54), Socievolezza (0,50) e Livello di attività (0,49). I legami più forti però escono dal dominio e vanno in senso contrario: meno 0,68 con l’Imbarazzo sociale, la coppia più opposta di tutte e 435, e meno 0,57 con la Modestia.

CordialitàSocievolezzaAssertivitàLivello di attivitàRicerca di emozioni fortiAllegria

Dove il tratto si nota

Al lavoro

Al lavoro un punteggio alto si vede prima ancora di servire. Parli presto, quindi la tua lettura del problema diventa la cornice a cui rispondono gli altri, e le decisioni senza padrone scivolano verso di te. Il conto lo pagano i colleghi più silenziosi: la risposta migliore atterra a strada già presa. Un punteggio basso paga invece in tempi.

Con le persone

Nelle relazioni strette il tratto si vede subito. Chi segna alto dice presto che cosa vuole, risparmia all’altra persona il lavoro di indovinare e tiene i disaccordi corti; il rovescio è che le preferenze piccole diventano decisioni prese prima che si veda la scelta. Chi segna basso lascia spazio, finché le cose non dette non si accumulano.

Nella tua crescita

Sul piano della crescita quello che si muove raramente è la base. All’estremo alto la distanza sta fra decidere e ascoltare, perché la posizione è già formata mentre la stanza parla ancora. All’estremo basso è una distanza di tempo, fra il pensiero e la frase pronunciata, ed è per questo che una tecnica allenata sembra un cambio di carattere.

Quanto si può muovere

Circa metà delle differenze fra le persone nei tratti dei Big Five va insieme alla genetica, e gran parte del resto ad ambienti che nemmeno i fratelli condividono. Lo spazio per muoversi resta reale, e il movimento è lento: l’ordine relativo tiene lungo un decennio, quindi il cambiamento è una deriva.

Su questa scala la tendenza di popolazione punta leggermente verso l’alto, e questo la distingue dalle sorelle. Nelle nostre norme gli uomini guadagnano circa 1,6 punti fra il gruppo sotto i 21 anni e quello oltre i 60, le donne circa 0,4, mentre la Ricerca di emozioni forti nello stesso arco perde 9 punti e 11. Sono persone diverse confrontate a età diverse.

Un numero solo non dice come si comporta la tua combinazione. Un’assertività alta accanto a una Cooperazione alta guida una stanza in modo diverso dalla stessa assertività accanto a una Cooperazione bassa. L’analisi a pagamento lavora a quel livello.

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Come si misura questa sfaccettatura

La versione da 300 item misura l’assertività con 10 affermazioni, quella da 120 con 4. Le risposte vanno da 1 a 5, gli item invertiti si ribaltano prima della somma, e il totale grezzo fra 10 e 50 diventa un percentile nelle norme per sesso ed età. La versione breve qui perde pochissimo: alfa 0,862 su dieci affermazioni e 0,856 su quattro.

IPIP-NEO-300Affermazioni: 10Affidabilità, alfa 0.86Campione: 135.947
IPIP-NEO-120Affermazioni: 4Affidabilità, alfa 0.86Campione: 385.801

L’alfa mostra quanto le affermazioni di una stessa scala vanno d’accordo tra loro. Nella ricerca da 0,70 in su si considera solido. Abbiamo calcolato questi numeri sui dati aperti di Johnson, quindi si possono confrontare con quelli pubblicati.

Le affermazioni non sono stampate qui, ed è una scelta. Dopo aver visto che cosa cerca una scala si risponde in un altro modo, quindi gli item compaiono a test avviato.

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Prova a indovinare prima di misurare

Sposta il cursore dove pensi di stare rispetto alle altre persone, poi fai il test e guarda quanto era lontana la stima.

50
Volentieri al seguitoPrende in mano il timone
La tua stima
50 su 100Medio

0 significa più basso di quasi tutti quelli che hanno fatto il test, 100 significa più alto di quasi tutti.

Questa è una stima, non una misura. Il test confronta le tue risposte con le norme di persone reali.

Le domande che tornano più spesso

Essere assertivi è come essere aggressivi?

No, e qui i dati sono insolitamente netti. Nel nostro campione il legame con la Rabbia vale meno 0,03, cioè nessuno: chi segna alto non è più arrabbiato degli altri. L’aggressività è un comportamento diretto contro qualcuno, l’assertività è la disponibilità a mettere in campo una posizione.

Un punteggio alto vuol dire guidare meglio?

Vuol dire che è più probabile che tu finisca a guidare, ed è un’altra affermazione. La scala descrive chi si fa avanti in un gruppo senza guida, non chi legge bene la situazione. Molto del lavoro che tiene in piedi una squadra arriva da chi non chiede il microfono.

Perché uomini e donne fanno lo stesso punteggio?

La piattezza è reale ed è specifica di questa scala: qui i sessi si separano di 0,05 punti, lo scarto più piccolo di tutte e trenta le sfaccettature, mentre sull’ansia lo stesso campione li divide di 4,3 punti. Perché sia così non è chiarito, ed è comunque un dato sulle medie di gruppo.

Che differenza c’è fra assertività ed estroversione?

L’estroversione è il dominio, l’assertività una delle sue sei sfaccettature. Nei nostri dati correla 0,75 con il dominio e 0,61 con il dominio a cui è stata tolta se stessa: viaggiano insieme senza coincidere. Si può segnare alto qui e restare nella fascia media sul totale.

Si può diventare più assertivi?

Il comportamento sì: che cosa dire e come tenere una posizione si imparano. La disposizione che ci sta sotto si muove piano, e nella popolazione con l’età sale un poco. Chi ha allenato la tecnica può conservare un punteggio basso, perché la scala misura il punto a cui torni.

Bastano le 4 affermazioni della versione breve?

Qui bastano meglio del solito. Abbiamo misurato un alfa di 0,862 sulla versione da dieci affermazioni e 0,856 su quella da quattro, sui dati aperti pubblicati da Johnson. La maggior parte delle sfaccettature accorciandosi perde molto di più, alcune fino a 0,18.

Misura, invece di indovinare

La versione completa misura tutte e trenta le sfaccettature con dieci affermazioni ciascuna, quella breve tiene la stessa struttura con quattro. Sono gratuite e danno i percentili appena finisci.

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