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Estroversione · Sfaccettatura E6

AllegriaE6

L’allegria misura con quanta facilità arriva il buonumore e quanto si vede da fuori. Non è un giudizio sulla tua vita: è il passo con cui divertimento e slancio compaiono in una giornata qualsiasi. Chi segna alto ride presto e spesso, chi segna basso tiene un umore di ampiezza stretta.

  • Sesta sfaccettatura dell’estroversione
  • 10 affermazioni, solo 2 al rovescio
  • La media più alta dell’estroversione
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Che cosa misura l’allegria

L’allegria conta con quanta frequenza e quanta leggerezza arriva il buonumore. Le affermazioni chiedono del ridere, dell’entusiasmo e della sensazione che la vita sia piacevole nel momento in cui rispondi. Nessuna chiede perché: una risposta luminosa vale lo stesso sia che la settimana l’abbia meritata sia che no, perché la scala legge la prontezza dell’umore, non le ragioni.

È la metà emotiva dell’estroversione, indifferente alla compagnia e al comando. Da lì nasce la coppia di numeri più strana del dominio: con 38,17 punti questa è la scala più alta di tutte, mentre la socievolezza a 30,62 e il livello di attività a 30,41 sono le due più basse delle sei. Il buonumore è distribuito largo, la voglia di folla no.

Il punteggio descrive un livello di base, non una giornata. Nessuno segna alto nella settimana in cui perde il lavoro, nessuno basso la prima mattina di vacanza. Le dieci affermazioni cercano la posizione a cui torni quando la notizia è digerita, e quella tiene per anni.

In letteratura la scala si chiama di solito Positive Emotions, emozioni positive, e i lavori sull’umore studiano lo stesso terreno come affettività positiva. Le frasi usate qui vengono dal repertorio aperto curato da Johnson, non da un questionario commerciale.

Tre cose che questa scala non è

Tre letture trasformano questo numero in qualcosa che non ha mai misurato, e ognuna si chiude con una cifra.

La felicità

Nel parlare di tutti i giorni la felicità è un giudizio su come sta andando la vita, e ci si arriva riflettendo. Questa scala è più stretta e più meccanica: quanto presto il buonumore arriva. Le due si separano nei due sensi: c’è chi attraversa un anno duro e segna alto, e chi ha una vita comoda e segna basso senza niente fuori posto.

L’umore depresso (N3)

Un punteggio basso è un umore di ampiezza stretta, non una malattia. Le due scale si oppongono davvero, a meno 0,491: il legame più forte che questa scala abbia fuori dal suo dominio e l’undicesima coppia più negativa fra le 435. Tre quarti della variazione restano separati. E l’umore depresso è una scala di temperamento: la depressione come diagnosi si misura su quanto uno stato dura e quanto costa, e la riconosce un medico.

La socievolezza (E2)

Umore e compagnia sono domande diverse. La socievolezza chiede quanta presenza di altri vuoi intorno, questa scala quanto è luminosa da dentro una giornata qualsiasi. Si muovono insieme a 0,542 e restano la più alta e la più bassa di uno stesso dominio, 38,17 contro 30,62. In quello scarto sta la persona allegra la cui serata ideale non prevede ospiti.

Luminoso o costante, funzionano entrambi

La scala va da un umore che si solleva al minimo appiglio a uno che si muove poco. Nessuno dei due estremi è il carattere migliore, e vengono letti male entrambi.

Allegria alta: si solleva in fretta

Basta poco per farti ridere, e la risata si allarga alla stanza. L’entusiasmo arriva prima delle prove, quindi sei tu che ti iscrivi e rendi un martedì qualunque migliore di com’era. Il conto arriva in due punti: il tuo umore è pubblico e gli altri lo leggono come un giudizio su di loro, e una brutta notizia va detta due volte.

  • Una piccola assurdità ti tiene allegro per un’ora
  • Gli altri guardano la tua faccia per capire com’è andata una telefonata
  • Sei tu che dici che è stata una buona giornata
  • Una mattina andata male ti è già passata a pranzo

La risata ti sta a un soffio dalla superficie e l’entusiasmo si versa addosso a chi hai intorno. Alzi la temperatura emotiva di una stanza solo stando lì.

Allegria bassa: costante tutto il giorno

Il tuo umore tiene un intervallo stretto, che non è la stessa cosa di un umore basso. Le cose belle si registrano in silenzio, quindi l’entusiasmo che esprimi viene preso sul serio: non arriva mai per abitudine. La costanza si ripaga quando una stanza è agitata. Il conto lo pagano le letture che gli altri fanno di una superficie liscia: di solito noia o disapprovazione, e non c’è nessuna delle due.

  • I tuoi momenti buoni sono veri e quasi invisibili
  • Devi dire a voce che ti stai divertendo
  • Quando lodi qualcosa gli altri ci credono
  • Una stanza piena di euforia ti stanca

La tua allegria è quieta e costante. Non sei la risata più rumorosa della stanza, e chi ti guarda legge equilibrio, non tristezza.

Circa quattro persone su dieci stanno nella fascia centrale: il buonumore arriva, non è la cosa più rumorosa della stanza e la giornata va avanti.

Basso, medio e alto seguono il taglio percentile 30/40/30 usato da Johnson. La scala conta con quanta facilità arriva il buonumore, non quanto ne mostri di proposito né quanto bene vada la vita, e un punteggio basso non diagnostica niente.

Dove cadono davvero i punteggi

Il grezzo somma dieci risposte da 1 a 5 punti, quindi va da 10 a 50. La curva qui sotto nasce da 135.947 profili completi e sta in alto: nessun’altra sfaccettatura dell’estroversione ha una media così.

I percentili chiave come tabella
PercentilePunteggio grezzo
1029
2535
5040
7544
9047

Metà degli uomini sta fra 32 e 42 punti, metà delle donne fra 35 e 43. Siccome la scala è spostata in alto, un grezzo di 40 su 50 vale solo il 62° percentile per un uomo e il 51° per una donna: è centro, non un risultato alto. Il percentile ti confronta con persone del tuo sesso e della tua età che hanno risposto online a questo test.

Sesso ed età su questa scala

Le due differenze di gruppo sono piccole accanto alla dispersione interna a qualsiasi gruppo, e puntano nella stessa direzione.

Le donne fanno in media 38,95 punti e gli uomini 37,09, uno scarto di 1,86 su un intervallo di 40. Piccolo com’è, resta la differenza fra i sessi più ampia dell’estroversione, davanti alla cordialità a 1,61. L’età tira la scala in basso in entrambi: gli uomini da 37,6 sotto i 21 anni a 35,8 dopo i quaranta, le donne da 39,7 a 37,9. Dopo i 60 hanno risposto meno di 260 persone per sesso, quindi quell’estremo della linea è sottile.

L’allegria fra le sei dell’estroversione

Un solo punteggio di estroversione copre sei tratti, e questo sta più in alto degli altri. Dentro casa va più vicino alla cordialità a 0,64, ottava coppia più stretta fra le 435, poi alla socievolezza a 0,542, mentre sfiora appena il livello di attività a 0,156. Fuori casa il legame più forte scende verso l’umore depresso, meno 0,491.

Il tratto in una settimana normale

Al lavoro

Un punteggio alto è la prima cosa che una squadra legge al mattino: l’entusiasmo si trasmette e il tratto duro di un progetto sembra più corto di quello che è. Il conto è la taratura, perché una consegna leggera fa suonare facoltativo un problema vero. Un punteggio costante viene letto come neutro, cioè come serve a una brutta notizia e a una trattativa dura, e lascia la stanza a chiedersi se sei arrabbiato.

Con le persone

Nei rapporti stretti la differenza si prende in modo personale. Chi segna alto fa sembrare un piccolo evento una serata qualunque, e l’ironia scioglie l’attrito prima che si indurisca; può però capitare che a chi ti sta accanto arrivi una risposta leggera dove ne aspettava una seria. Chi segna basso è compagnia riposante, e si sente chiedere che cosa è successo nei giorni in cui non è successo niente.

Nella tua crescita

Nella fascia alta il lavoro utile non riguarda quasi mai il sentire meno: riguarda lo scarto fra il tuo slancio e la stanza che stai sollevando, perché un umore così rapido dà per scontata una compagnia che magari non c’è. Nella fascia bassa il compito non è fabbricare buonumore, ma la distanza fra il tuo livello e quello che gli altri vedono.

Quanto è fissata e quanto si sposta

Sui tratti di questa famiglia gli studi su gemelli e adozioni dividono in due le differenze fra le persone: metà circa passa per l’eredità, quasi tutto il resto per esperienze che due figli cresciuti sotto lo stesso tetto non condividono. Il punteggio non è deciso alla nascita e non si sposta nel mese in corso: rimisurando le stesse persone dieci anni dopo, l’ordine fra loro cambia poco.

Dalla fascia più giovane a quella più anziana questa sfaccettatura perde quasi due punti, e l’estroversione intera perde di più: da circa 205 punti sotto i 21 anni a 191 dopo i 60. Le sei non scendono insieme: la ricerca di emozioni forti lascia una decina di punti, la cordialità sale, questa scala sta nel mezzo. Le tabelle confrontano persone diverse a età diverse, quindi la discesa è una tendenza di gruppo, non una previsione su di te.

Un numero da solo non dice niente su ciò che gli sta accanto: allegria alta con ansia alta è un abbinamento frequente e non somiglia ad allegria alta con ansia bassa. Le combinazioni le legge l’analisi a pagamento.

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Come viene misurata l’allegria

La versione da 300 item misura questa sfaccettatura con 10 affermazioni, quella da 120 con 4. Solo due delle dieci sono formulate al rovescio, il conto più basso del test insieme alla ricerca di emozioni forti, e nella versione breve non ce n’è nessuna. Ogni risposta vale da 1 a 5 punti, gli item invertiti vengono ribaltati e la somma, da 10 a 50, diventa un percentile sulla tabella del tuo sesso e della tua età.

IPIP-NEO-300Affermazioni: 10Affidabilità, alfa 0.84Campione: 135.947
IPIP-NEO-120Affermazioni: 4Affidabilità, alfa 0.80Campione: 385.801

L’alfa mostra quanto le affermazioni di una stessa scala vanno d’accordo tra loro. Nella ricerca da 0,70 in su si considera solido. Abbiamo calcolato questi numeri sui dati aperti di Johnson, quindi si possono confrontare con quelli pubblicati.

Il testo delle affermazioni resta fuori da questa pagina: una frase vista in anticipo riceve una risposta diversa. E con così pochi item invertiti, l’abitudine a dire sì a tutto alza questo punteggio più che altrove.

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Prima la tua stima, poi la misura

Sposta il cursore dove ti sembra che stia il tuo umore abituale rispetto agli altri, poi rispondi alle domande e confronta.

50
Tono pari e sobrioGioia che si vede
La tua stima
50 su 100Medio

0 significa più basso di quasi tutti quelli che hanno fatto il test, 100 significa più alto di quasi tutti.

Questa è una stima, non una misura. Il test confronta le tue risposte con le norme di persone reali.

Le domande che tornano più spesso

Un punteggio basso vuol dire che sono depresso?

No. Questa scala descrive un umore di ampiezza stretta e non ha soglie cliniche: moltissime persone che stanno in fondo stanno benissimo. Le due cose tirano in senso opposto, a meno 0,491, ed è da lì che nasce la domanda. Una è il livello abituale dell’umore, l’altra uno stato che si giudica su quanto dura e quanto costa: un umore basso che non passa è materia da medico.

40 su 50 è un punteggio alto?

No, ed è la trappola di questa sfaccettatura. Siccome tutta la scala sta in alto, 40 punti grezzi valgono solo il 62° percentile fra gli uomini e il 51° fra le donne. La fascia alta si apre intorno a 41 per gli uomini e a 43 per le donne.

Perché le donne hanno una media più alta?

Le donne fanno in media 38,95 punti e gli uomini 37,09, una differenza di 1,86 su un intervallo di 40. È poca, e resta la più ampia fra le sei differenze di sesso dentro l’estroversione; fra le trenta sfaccettature del test è soltanto l’undicesima. Le medie di gruppo non predicono niente su una singola persona.

Bisogna essere socievoli per segnare alto?

No. Le due scale vanno insieme a 0,542, quindi un rapporto c’è, ma le loro medie stanno a sette punti e mezzo di distanza: 38,17 qui contro 30,62 sulla socievolezza. È questo che rende ordinario il caso della persona allegra e riservata, che ride facile e passa la sera da sola per scelta.

Un punteggio alto vuol dire che non sono una persona seria?

I dati rispondono no senza sfumature. L’allegria è praticamente slegata dall’immoderatezza a 0,038, dall’ordine a meno 0,065 e dall’intelletto a 0,09: un umore luminoso non dice niente sull’autocontrollo, sulla precisione né sulla voglia di idee. Tutti e tre stanno fra i legami più piatti del test.

Quanto è affidabile la versione da quattro affermazioni?

Qui meglio del solito. Sui dati aperti pubblicati da Johnson l’alfa risulta 0,844 per la scala da dieci affermazioni e 0,804 per quella da quattro. Nel test breve solo sette sfaccettature su trenta tengono più stretto di questa, e quella perdita di 0,04 è una delle sette più piccole. La forma corta compra velocità con la precisione, qui però ne spende meno.

Guarda dove sta il tuo umore

Entrambe le versioni danno all’allegria un percentile suo: dieci affermazioni nel test lungo, quattro in quello corto. Non si paga niente e non c’è niente da firmare.

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