Che cosa misura l’allegria
L’allegria conta con quanta frequenza e quanta leggerezza arriva il buonumore. Le affermazioni chiedono del ridere, dell’entusiasmo e della sensazione che la vita sia piacevole nel momento in cui rispondi. Nessuna chiede perché: una risposta luminosa vale lo stesso sia che la settimana l’abbia meritata sia che no, perché la scala legge la prontezza dell’umore, non le ragioni.
È la metà emotiva dell’estroversione, indifferente alla compagnia e al comando. Da lì nasce la coppia di numeri più strana del dominio: con 38,17 punti questa è la scala più alta di tutte, mentre la socievolezza a 30,62 e il livello di attività a 30,41 sono le due più basse delle sei. Il buonumore è distribuito largo, la voglia di folla no.
Il punteggio descrive un livello di base, non una giornata. Nessuno segna alto nella settimana in cui perde il lavoro, nessuno basso la prima mattina di vacanza. Le dieci affermazioni cercano la posizione a cui torni quando la notizia è digerita, e quella tiene per anni.
In letteratura la scala si chiama di solito Positive Emotions, emozioni positive, e i lavori sull’umore studiano lo stesso terreno come affettività positiva. Le frasi usate qui vengono dal repertorio aperto curato da Johnson, non da un questionario commerciale.